Bancone

Il dito sulla carta dei vini

Bruno Galassil’altro ieri

Trent'anni di sala e una cosa l'ho imparata presto: quando un cliente ti indica un vino sulla carta, guarda dove mette il dito.

Prima cena, si vede subito: lui in camicia nuova, lei che si guarda intorno. Lui apre la carta e dice ad alta voce: «Ci porti qualcosa di importante». E intanto il dito scivola sulla colonna dei prezzi e si ferma su un rosso da trenta euro. Senza dire niente.

Io ho risposto: «Ottima scelta, è uno dei miei preferiti». Ed era vero, tra l'altro.

Lei per tutta la sera ha detto che era il vino più buono che avesse mai bevuto. Lui mi ha lasciato una mancia che valeva mezza bottiglia.

Tre anni dopo sono tornati con un passeggino. Lui ha aperto la carta, ha messo il dito sullo stesso vino e mi ha strizzato l'occhio. Ce l'avevo ancora. #sala

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Risposte 5

Chiara Valsecchil’altro ieri

Una delle storie più belle che ho letto al Bancone. Il passeggino mi ha steso.

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Gualtiero BassoProfessionista verificato: Ristorantel’altro ieri

Il dito sulla colonna dei prezzi è la lingua dei segni della sala. Chi fa questo mestiere la capisce al volo.

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Nicola Ferrettiieri

Confesso: io faccio esattamente così. Ora so che mi avete sempre scoperto.

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Bruno GalassiAutoreieri

Sempre. Ma non lo diciamo mai, è la regola. E un buon vino da trenta euro c'è in ogni carta che si rispetti.

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Irene Espositoieri

Mi sono commossa per un dito su una carta dei vini. Non pensavo fosse possibile.

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